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Inquadramento storico

Tra storia e leggenda

I primi abitanti del territorio attualmente compreso entro i confini della Comunità Montana Valle di Mosso, furono, probabilmente, i Liguri, un popolo che occupava la zona che si estendeva dalla Francia meridionale ai corsi del Po e del Ticino, lungo tutto l’arco dell’Appennino settentrionale e sui due versanti delle Alpi occidentali, anche se parecchi toponimi derivano da termini celtici, a testimonianza della presenza di tale popolo nella valle. I Celti chiamati Galati (Galátai) dai Greci, e Galli dai Romani, erano antichi popoli appartenenti ad un gruppo linguisticamente omogeneo, che verso il 2000 a. C., partendo dalla Germania nella zona tra il Reno e il Danubio, penetrarono nella Gallia e in Inghilterra fino ad occupare una vasta area dell’Europa continentale: dalla Galizia, in Spagna, all’Irlanda e ai Balcani, con propaggini in Asia Minore. In Italia arrivarono fino a Roma che fu messa a ferro e fuoco nel 390 a. C. dalla tribù dei Boi, provenienti dalla Boemia.

Il primo fatto storico riguardante, seppur in modo marginale e circondato dalla leggenda, il nostro territorio, è però legato ai Cimbri, altra popolazione di origine tedesca, che, partendo dalle zone sulla destra dell’Elba, sospinti proprio dai Boi, scesero lungo la valle del Danubio, penetrarono in Gallia, per essere poi definitivamente sconfitti e distrutti dai Romani guidati da Caio Mario, nel 101 a. C., nella battaglia dei Campi Raudii, identificati con il territorio del Mortigliengo, che letteralmente significa: “campo dei morti”, di cui faceva parte, fino al 1627, il Comune di Soprana. Il ritrovamento avvenuto nel 1946 a Valle Mosso, nei pressi della frazione Campore, di un gruppo di monete argentee risalenti al III secolo d.C., ora in mostra al Museo di antichità di Torino, sta, altresì, ad indicare la presenza di insediamenti romani.

Ripercorrendo le vicende storiche, per diversi secoli troviamo traccia solo di tre grandi comunità:

  • Bioglio (Betelleus, quindi Bedulius, Bedulium, e infine Bedolius: il “luogo delle betulle”) formato da Camandona, Pettinengo, Santa Maria (l’attuale Bioglio), Vallanzengo, Valle San Nicolao, oltre a Piatto (ora nella C.M. Prealpi);
  • Mosso (Moxi, Muxi, Moxum, nome forse dovuto all'instabilità geologica del terreno) vastissimo e comprendente: Santa Maria di Mosso, Valle Inferiore Mosso, Crocemosso, Valle Superiore Mosso, Pistolesa, Veglio ed il Mortigliengo;
  • Trivero.

Questo territorio, come il resto del Biellese, faceva parte del Vercellese, e, con tutto il Vercellese, della Lombardia, come risulta dal diploma imperiale dell'826, e pertanto fu soggetto e coinvolto, anche se marginalmente, nelle vicende di quest'area.