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Inquadramento storico

Gli inizi delle attività industriali

La prima attività industriale di cui si abbia notizia fu quella di Gerolamo Berra, un benestante ricco di iniziativa che alla fine del '600 scelse Valle Mosso per costruire la sua cartiera: ricco d'acqua pura, il territorio si presentava infatti adatto allo scopo. Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento ci furono momenti difficili: alcuni scontri locali, e la concorrenza con il territorio milanese, costrinsero diverse aziende a ridurre l’attività o sospenderla, ma l’arte della lavorazione della lana continuò comunque ad essere tramandata di generazione in generazione.

Nei primi anni del Settecento la situazione è ancora grave; il Cantone di Santa Maria di Mosso ha visto estinguersi un gran numero di famiglie e forte è lo stato di mendicità della popolazione, inoltre anche il territorio di Mosso viene coinvolto nella guerra franco-spagnola ed alcune compagnie francesi si acquartierano a Mosso Santa Maria per gli alloggiamenti invernali del 1704-1705 creando non pochi disagi alla popolazione. Le difficoltà di convivenza tra popolazione e soldati danno origine ad un episodio, verificabile nei registri conservati nell'archivio storico parrocchiale, che riguarda la contesa tra alcuni soldati francesi e un maniscalco del paese che sfociò nell'uccisione di quest'ultimo. Questo fatto provocò una rivolta generale della popolazione; i francesi minacciati dalla popolazione inferocita dovettero ripararsi nella chiesa parrocchiale, ma i mossesi saliti sul tetto con delle grosse mazze minacciarono di farne crollare la volta. Costretti alla resa, i soldati gettarono le armi e vennero fatti uscire ad uno ad uno e spogliati delle uniformi. Per evitare rappresaglie vennero lasciati liberi i soldati e tenuti gli ufficiali come ostaggi; gli ufficiali comunque vennero ben presto rilasciati e non vi furono rappresaglie da parte dei francesi. Successivamente, la storia della valle segue le vicende delle diverse infeudazioni volute dai Savoia, che suddivisero l'amministrazione di quest'area.

Nel 1720 Trivero venne venduto dai Savoia ai Delfino di Cuneo, la cui origine è stata a lungo dibattuta dai genealogisti poiché alcuni ne fanno risalire l’origine alla Francia, mentre altri li considerano invece originari del Piemonte, con il titolo comitale nel 1722, per poi passare sotto il controllo di Domenico della Chiesa, conte di Crevignasco, fino alla fine del ’700. Sempre nel 1720, quando venne soppresso il marchesato di Mosso, il territorio di Valle Mosso venne eretto a contea in favore di Giovanni Antonio Piccone, e nel 1742 divenne Comune indipendente. Nel 1721 il territorio di Mosso fu diviso tra feudatari diversi, quali ad esempio Leandro Lingua da Cuneo che diviene signore del territorio di Santa Maria di Mosso, mentre Pistolesa diviene dominio del conte Gribaudi di Torino, e Valle Superiore Mosso del conte Piccono di Torino. Nel 1722 Bioglio venne dato all'intendente generale d’artiglieria Vittorio Amedeo Riccardini, e alla morte di questi venne acquistato da Vittorio Biga nel 1737; Pettinengo passò al vicario di Torino Giuseppe Maino, al quale successe nel 1735 l'avvocato Carlo Antonio Maino, e alla sua morte il feudo venne venduto (1784) all'avvocato Carlo Vincenzo De Genova che assunse il titolo di Conte; Soprana venne venduto al Conte Giovanni Giacomo Audifreddi, direttore delle Gabelle; Valle S. Nicolao venne dato in feudo al conte Giuseppe Antonio Salvatore di Cuneo, che lo trasferì, il 12 dicembre 1747, al nipote Gaetano Donaudi. Successivamente passò ai Verdun di Cantogno. Il 15 agosto 1722 Selve viene smembrato dal feudo di Mosso S. Maria, a cui risultava incorporato, per passare in quello del Capitano Bernardino Baudi, capitano di Vigone, insignito del titolo di conte. Nel 1727 è Camandona a diventare indipendente, retto prima dal conte di Verrua, poi, dal 26 agosto conte Giovanni Battista Marchisio, e dal 28 luglio 1731 dal Conte Giovanni Roggero Margheri. Nel 1742 inizia la scissione del territorio di Mosso e sorgono pertanto: Santa Maria di Mosso, Pistolesa, Valle Superiore Mosso, Valle Inferiore Mosso, Croce Mosso, Veglio; Santa Maria rimane comunque capoluogo di una giurisdizione amministrativa, ossia del “Mandamento di Mosso”, che comprende Valle Superiore, Pistolesa, Valle Inferiore e Croce di Mosso, ospitando la “casa comune del mandamento”.

Dopo la Rivoluzione Francese, in parecchi Comuni viene eretto l’albero della libertà (Camandona il 15 dicembre 1798, Trivero il 18 dicembre 1798, Bioglio nel 1799), ma, caduto l’Impero Napoleonico e subentrata la Restaurazione, tutto il territorio ritorna ai Savoia, del cui regno seguirà da allora in poi, le sorti, e nel 1821, sotto il regno di Carlo Felice, vengono istituiti due Mandamenti, con sede a Bioglio e Mosso Santa Maria, dotati di Pretura, Ufficio delle Imposte, Stazione dei Reali Carabinieri e Ufficio Postale, a formare la Provincia di Biella, alle dipendenza del Senato del Piemonte.