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Lavoro e talento

La storia economica della Valle di Mosso ha un'origine, com'è intuibile, agricola.
Quella nata in questa zona è stata definita la "civiltà del castagno", non soltanto per la forte presenza di questa specie arborea nei boschi, ma perché dai frutti della pianta si ricava cibo, dalle foglie si ricavano lettiere per gli animali e imbottiture di materassi, con la legna si otteneva il fuoco. Era indubbiamente una civiltà povera, se si pensa che, nei tempi più duri, la castagna sostituiva il pane. Ma alle genti di questi luoghi non è mai mancata la voglia di lavorare, di impegnarsi per migliorare la propria condizione. E lungi dall'attendere supinamente i "doni" del castagno, all'attività di raccolta si è affiancata la coltivazione della terra e l'allevamento di capre, mucche e pecore.

antico telaio per tessitura

Con l'ampliarsi delle attività economiche si supera il limite dell'autoconsumo. In altre parole, la pastorizia non serve più soltanto a ottenere latte, formaggio, burro e carne ma anche quello che diverrà il prodotto chiave di questa zona : la lana. Dalla lana al tessuto, dal tessuto all'abito, la Valle di Mosso sviluppa fin dal 1600 un'economia mista che affianca al settore agricolo la manifattura artigianale, portata avanti in famiglia, di panni di lana. È la culla del tessile biellese, che oggi annovera le aziende più importanti al mondo per la produzione di tessuti e abiti di altissima qualità, così come dell'industria ad esso strettamente collegata, quella del meccanotessile. Qui, grazie a Pietro Sella (membro della famiglia Sella, che ha tra i suoi personaggi insigni lo statista Quintino Sella) è stato costruito nel 1817 il primo lanificio d'Italia a lavorazione meccanica.

È grazie all'intraprendenza di Sella se viene importato a Mosso il primo telaio meccanico, prodotto in Belgio, che riproduceva i macchinari costruiti nella lontana Inghilterra e dei quali gli ingegneri britannici cercavano di preservare gelosamente il funzionamento.

Da allora, lo sviluppo industriale non ha pressoché subito soste. E i primati si sono susseguiti. È qui che, sul finire della seconda guerra mondiale, viene firmato il "patto della montagna", il primo accordo tra lavoratori e industriali per riemergere dalle macerie del conflitto e impostare un embrione di relazioni sindacali.

Nel 1968, in pieno boom economico, una spaventosa alluvione rischia di spazzare via aziende e abitanti della valle. Ma la tenacia e la forza di volontà dei biellesi rimette in moto l'imponente impianto industriale in pochi mesi. E il lavoro torna per tutti.

L'industrializzazione ha però saputo entrare in simbiosi con la natura : accanto a boschi e abitazioni, sono sorte accanto ai fiumi le fabbriche, e poi le ciminiere. Qui prosperano più di 1200 aziende, l'attività tessile e il suo indotto occupano il 60% della popolazione attiva, la disoccupazione è a livelli fisiologici : il 2%.

Le sfide dell'innovazione e della competizione globale, tema comune ormai di ogni attività economica, sono già sul tavolo degli imprenditori e degli amministratori di questo piccolo spicchio di paradiso. Il tessile resisterà, ma accanto ad esso cresceranno sempre di più i servizi, come il turismo, la valorizzazione dei prodotti tipici e delle bellezza naturali. Un cambio di filosofia che metterà in primo piano l'uomo : la Valle di Mosso vi aspetta per farvene provare i primi assaggi.