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Inquadramento geografico e morfologico

L'area di studio interessa il territorio dei 12 comuni compresi nella Comunità Montana Valle di Mosso nell'area delle Alpi Biellesi: Callabiana, Camandona, Bioglio, Valle Mosso, Mosso con Pistolesa, Soprana, Pettinengo, Selve Marcone, Valle San Nicolao, Vallanzengo, Veglio, Trivero.
Il territorio oggetto di studio ricade nella parte orientale delle Alpi Biellesi, veri e propri rilievi montuosi situati in stretta connessione con la fascia mediana della catena delle Alpi. I rilievi montuosi biellesi rappresentano l'estrema propaggine di un contrafforte che si distacca direttamente dal Monte Rosa e, non essendo separati da alcun solco vallivo dal sistema alpino, possono essere considerati a ragione come facenti parte dello stesso (Albis et al., 1999). Dalla pianura sottostante è chiaramente identificabile il marcato gradino morfologico che immette nella parte tipicamente alpina del territorio. L'unica parte della Comunità Montana a rimanere nascosta è la Valsessera, collocata dietro ad un crinale montuoso ad orientamento longitudinale che degrada da ovest verso est.

La Valsessera è separata dalla Valsesia da un lungo spartiacque che, partendo dalla Punta del Talamone (2488 m), degrada anch'esso spostandosi ad est verso la Bocchetta della Boscarola (1425 m).

La morfologia del territorio è caratterizzata alle quote più elevate dall'azione dei ghiacciai, qui presenti nel periodo della loro massima espansione nel Pleistocene (il periodo va da circa 1.650.000 anni fa a circa 10.000 anni fa, data d'inizio dell'Olocene). Sulla Cima di Bò è presente un nevaio quasi permanente situato in una conca di chiara origine glaciale. Gli stessi profili della Valsessera e della sua valle laterale occupata dal torrente Dolca indicano la passata azione dei ghiacciai: l'azione di rimodellamento attuata dal ghiaccio sui fianchi e sul fondo dei solchi vallivi preesistenti ha determinato il tipico profilo ad U identificabile, in Valsessera, fino all'Alpe Randolere, poco a valle della Casa del Pescatore e, nella Valle del Dolca, fino all'Alpe Lavojo.

Le testate delle due valli presentano circhi glaciali molto evidenti. I circhi sono nicchie scavate nei fianchi montuosi, sotto le dorsali, dall'azione di ghiacciai di circo oppure dalla parte iniziale di ghiacciai vallivi. Un circo è generalmente identificabile dalla sua forma "a poltrona", con pareti a semicerchio, fondo pianeggiante a conca, soglia rocciosa talvolta in contropendenza e gradino sottostante. Le dimensioni possono essere varie, con diametri compresi tra 1/2 e 2 km. Le testate di molte valli alpine si presentano come grandi conche semicircolari dette circhi di valle. Spesso i circhi glaciali sono occupati dalla presenza di laghi di circo, come è il caso dei Tre Laghi, ormai completamente interrati, che danno origine al Torrente Sessera. Ulteriori elementi del paesaggio di chiara origine glaciale sono le morene, in parte rimodellate, presenti in diverse porzioni delle due valli. Le morene sono state originate dal materiale di trasporto messo in movimento dal ghiacciaio e dai suoi torrenti (Albis et al., 1999; Castiglioni, 1989).

Il territorio posto a quote inferiori a circa 900 m è caratterizzato invece dal modellamento effettuato non più dall'azione del ghiaccio bensì delle acque. Buona parte del territorio della comunità montana è caratterizzato da pendii modellati dall'azione dei torrenti che vi scorrono: le valli hanno una forma tipicamente a V come si può facilmente osservare, ad esempio, dal viadotto che attraversa la profonda valle che divide Pistolesa da Veglio.

Dal punto di vista geografico il territorio della Comunità Montana Valle di Mosso può essere suddiviso in tre ambiti principali: la parte montana dell'Alta Valle Sessera a nord, la parte centrale di media montagna dell'Oasi Zegna e, nella parte meridionale della Comunità Montana, il territorio antropizzato della Valle di Mosso.

L'Alta Val Sessera

L'alta Val Sessera si diparte dalle Alpi Biellesi che si prolungano dal Monte Rosa verso meridione ed è situata longitudinalmente da ovest a est, con percorso tortuoso ed impervio, alla catena che divide il Biellese dalla Valsesia. Ha un'estensione complessiva che sconfina dai limiti amministrativi propri della Comunità Montana di circa 9000 ha ed è ampia da ovest ad est circa 13 km, e da nord a sud in media 7 km con un'altimetria massima di 2556 metri alla cima del Monte Bò al limite nord-occidentale della Comunità Montana e una minima di 537 metri presso il Santuario di Cavallero fuori dalla Comunità Montana.

L'Alta Val Sessera è delimitata naturalmente dai seguenti confini: a nord le articolate creste dei monti che si susseguono dalla Cima di Bò a Punta del Campanile, Punta Scalaccia, Testone delle Tre Alpi, Cima d'Olmetto, Momte Camparient, Cima della Mora, Cima Lavazzola, Monte Barone; a sud dalla dorsale che funge da spartiacque con la contigua Valle del torrente Strona e in corrispondenza della quale è ubicata la strada cosiddetta "Panoramica Zegna"; ad est le creste da Punta di Camosce al Monte Gemevola, al Monte Tovo sino al Santuario del Cavallero e alla Bocchetta di Stavello; ad Ovest dal Bocchetto di Sessera al Bò attraverso la Cima di Bonom, Cima delle Guardie e la Punta del Gravile.

Il territorio dell'Alta Val Sessera è di proprietà del demanio regionale per poco più di 6000 ha ed è interessata dai seguenti Comuni della Comunità Montana di Valle di Mosso:

e dalle "isole" o "frazioni" amministrative appartenenti a:

A causa della considerevole asperità del territorio, che ha inibito l'attività di tipo agrario e quindi l'urbanizzazione e l'infrastrutturazione, l'Alta Val Sessera non presenta insediamenti urbani stabili. Dall'altra parte proprio per questo motivo la valle nella sua parte montana presenta un grado di naturalità estremamente elevato, oggetto di salvaguardia.

L'area è attualmente vocata ad attività di tipo sportivo, a transumanza con alpeggio estivo, mentre nel passato erano presenti attività estrattive.

L'Oasi Zegna

La parte centrale di media montagna in corrispondenza dell'Oasi Zegna è ubicata a cavallo della dorsale che funge da spartiacque fra l'Alta Val Sessera a nord e la Valle del torrente Strona a sud, costituita dall'allineamento di cima di Monte Marca (1625 mt), di cima di Rocca di Argimonio (1613 mt) e del Monte Rubello (1412 mt); l'Oasi Zegna si estende inoltre verso il fondovalle dei torrenti Strona e Ponzone.

Tale area non è mai stata colonizzata con centri abitati permanenti: il centro turistico di Bielmonte, è l'unica antropizzazione stabile, non solo per la tormentata orografia e l'asprezza dei versanti che rendono difficoltosa un'attività di tipo agrario, ma per la mancanza di adeguate vie di comunicazione, alla quale ha fatto riscontro negli anni '50 la costruzione, ad opera della Ditta Ermenegildo Zegna, della strada che partendo da Trivero, attraverso i Bocchetti di Stavello, di Margosio e di Luvera, arriva, con una ventina di chilometri, al Bocchetto di Sessera. La "Panoramica Zegna" costituisce l'accesso principale all'area della media montagna centrale completato con un ulteriore tratto che collega il Bocchetto Sessera a Campiglia Cervo; tale infrastruttura costituisce il solo elemento antropico rilevante, dalla quale si dipartono attualmente molti sentieri che permettono passeggiate ed escursioni segnalate nel territorio.

A causa del suo passato isolamento l'Oasi Zegna costituisce un'area di notevole interesse naturalistico con preminenze floristiche, vegetazionali, faunistiche e geologiche. La presenza della viabilità di accesso costituita dalla "Panoramica Zegna" ne fa inoltre un'area votata al turismo verde ed in particolare all'escursionismo di tipo naturalistico e ricreativo durante la stagione estiva e alla pratica sportiva dello sci durante la stagione invernale.

Valle di Mosso

La parte meridionale del territorio della Comunità Montana ricade all'interno del settore collinare della valle denominata Valle di Mosso, solcata dal torrente Strona, e dal torrente Ponzone, con altezze comprese tra gli 800 mt di Camandona ed i 420 mt di Vallanzengo. Il territorio si presenta largamente antropizzato e si articola in diversi piccoli centri abitati, per complessivi 662 ha di territorio urbanizzato, che corrispondono al 4,92% dei complessivi 13438,71 ha di superficie totale comunitaria.

La maggior parte della popolazione della Comunità Montana della Valle di Mosso popola questo settore, che è il più meridionale, dove l'attività economica prevalente è quella industriale, pur permanendo in misura molto ridotta un'attività di prati a pascolo.

Dalla classificazione del territorio agrario e forestale fornita dall'ISTAT, è possibile evidenziare i seguenti comuni della Valle di Mosso che rientrano nella "zona agraria di montagna":

La Valle di Mosso è attraversata dalla provinciale n.200 Borgosesia - Biella (64 km) con andamento nord-est/sud-ovest e si articola sui due versanti in una infinità di piccoli centri (basti pensare che nel solo comune di Trivero si contano più di 30 nuclei abitati). Nel complesso l'area di indagine è abitata da circa 20.200 residenti, insediati per lo più nel territorio collinare meridionale.

La Comunità Montana

La Comunità Montana della Valle di Mosso ha una superficie complessiva di 13438,71 ha così ripartita nelle varie destinazioni d'uso:

  • 662 ha di territorio urbanizzato, che corrispondono al 4,92% del totale;
  • i prati-pascoli costituiscono il 7,16%;
  • il terreno agricolo pari al 3,59%: corrispondenti questi tre utilizzi ad un complessivo 12,34% di territorio mantenuto antropizzato;
  • i boschi coprono una superficie di 8511 ha ( pari al 63,8%);
  • gli ambienti seminaturali 2981 ha (pari al 22,98% ).
diagramma a torta rappresentante graficamente i dati poco sopra elencati

Caratteristiche climatiche

Poiché non esistono in Val di Mosso e nell'Alta Val Sessera stazioni di rilevamento dei dati meteorologici, dall'esame di varie pubblicazioni, e dai dati delle stazioni pluviografiche e meteorologiche vicine (Biella, Oropa Santuario, lago Mucrone, e monte Camino, 2391 mt), risulta che tutta la zona del Biellese presenta una quantità di precipitazioni notevolmente elevata.

Climaticamente l'Alta Val Sessera presenta alcune particolarità dovute alla sua configurazione e posizione topografica diversa dalle altre valli biellesi, perché è l'unica ad avere un decorso longitudinale da Ovest ad Est.

Precipitazioni

Il totale medio annuo delle precipitazioni è di 1255 mm al Monte Camino, e di 1653 mm al lago del Mucrone mentre le precipitazioni nevose presentano una media annua di 937 cm alla vetta del monte Camino (massimo 1268 cm, nell'inverno 1959-1960). Il regime delle precipitazioni è quello tipicamente alpino: minimi invernali, elevate punte primaverili, un periodo intermedio seguito da un'altra punta autunnale meno elevata.

Le precipitazioni annue sono superiori a 1300 mm in tutta la Valle e aumentano con l'altitudine fino ai 1200 mt con massimo a Oropa (2000 mm) per poi decrescere oltre i 2000 mt man mano che ci si innalza.

Il regime delle piogge è di tipo equinoziale con massimo principale in primavera e secondario in autunno mentre il minimo è principale in inverno e secondario in estate. I giorni piovosi si verificano quindi principalmente in primavera per poi decrescere, eccetto che nell'alta Valle Sessera.

Da alcuni dati sulle precipitazioni forniti dal PRG di Trivero sulla stazione di rilevamento di Trivero, riferiti al periodo 1942-1992 si evince che la media annua è pari a 1726 mm, mentre i giorni con precipitazioni risultano 126 all'anno. Il mese più piovoso risulta essere maggio con un massimo a Trivero, nel 1984, di 627,5 mm, mentre quello meno piovoso è gennaio con un minimo a Trivero, nel 1983 e nel 1989, di 0 mm. Tra marzo e settembre cadono in media 1150 mm di pioggia utili alla vegetazione, pari ad una media mensile di 164 mm; tale situazione, favorevole alla crescita della vegetazione stessa, provoca, per l'accidentalità e la rocciosità di alcuni versanti, che non permette l'assorbimento delle precipitazioni, degli smottamenti riversandosi in modo improvviso negli impluvi.

Non si hanno dati termopluviometrici disponibili per l'interno dell'Alta Val Sessera perché la situazione di rilevamento più vicina è stata quella della Caulera (1060 mt) sulle pendici Sud-orientali del San Bernardo dove negli anni tra il 1953 ed il 1963 si sono misurate una media annua di precipitazioni di 1709 mm ed una media delle massime di piovosità a giugno di 266 mm. La curva pluviometrica della Caulera è simile a quella del Lago del Mucrone con un massimo di piovosità a giugno e non a maggio come invece si verifica ad Oropa. Il massimo secondario cade per tutte le stazioni in ottobre.

La stazione di Coggiola (468 mt), all'imbocco della valle, ha una media di precipitazioni annua più alta, pari a 1840 mm. Si può rilevare però che le precipitazioni all'interno della valle siano mediamente inferiori a quelle delle altre valli biellesi perché, trattandosi di un bacino chiuso da ogni lato da monti, le correnti aeree perdono parte della loro umidità nel varcarli.

Se l'abbondanza delle precipitazioni caratterizza climaticamente la zona, tuttavia vi sono grandi oscillazioni nelle medie dei vari anni: ad Oropa, dove la media delle precipitazioni in acqua e neve fusa è di 2086 mm, nel 1981 si ebbe un picco massimo di 3189 mm e nel 1977 con 3138 mm ed il minimo nel 1985 con appena 1050 mm.

Temperature

La temperatura media al Monte Camino è di 0.5° C, quella di Oropa di 7,4° C; i giorni in cui la temperatura minima scende sotto lo zero sono ad Oropa il 26% del totale e sul Monte Camino il 61%.

Dai dati relativi alla temperatura media annua, rilevati nella stazione di Trivero, questa risulta essere di 10,5° C con una minima di 2° C a Gennaio e 20,9° C di massima nel mese di Luglio.

Nebulosità

La nebulosità è notevole per effetto dell'insaccamento nei solchi vallivi delle masse di aria umide provenienti dall'evaporazione delle acque delle risaie in pianura, questo provoca nelle giornate estive, dopo un mattino sereno, la formazione delle prime nubi che si intensificano nel pomeriggio dando luogo a precipitazioni locali. È spesso spettacolare la contrapposizione tra questa zona nuvolosa e la vicina Val Sesia che si presenta serena in quanto le condensazioni non riescono a penetrare. Diversa è la situazione invernale quando spesso si verifica una sequenza di giornate serene e limpidissime che a volte non permettono un innevamento prolungato della stagione sciistica di Bielmonte.

La nebulosità è maggiore in Valle in quanto il rilievo circostante immagazzina nubi. Secondo la classificazione data da R. Blanchard (Les Alpes Occidentales - 1952) in generale il territorio biellese, di tipo "piemontese continentale" con piovosità media alquanto elevata, di cui una parte non trascurabile è data da piogge di breve durata e di notevole intensità, fino a più di 60 mm/h, che per queste caratteristiche possono produrre frane dove i versanti presentano pendenze elevate.