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Comune di Valle Mosso

Stemma del comune di Valle Mosso

Via Roma, 40
CAP 13825
Telefono 015/702652 - 702577 - 702500
Fax 015/703812

Uffici comunali

orario di apertura al pubblico
ufficio giorno orario
Servizi demografici dal Lunedì al Venerdì 8:15 - 12:30 / 13:30 - 15:00
Ufficio segreteria dal Lunedì al Venerdì 8:15 - 12:30 / 13:30 - 15:00
Ufficio tributi - contabilitàdal Lunedì al Venerdì 8:15 - 12:30 / 13:30 - 15:00
Ufficio tecnico dal Lunedì al Venerdì 10:00 - 12:30
Ufficio Polizia municipale dal Lunedì al Venerdì 8:30 - 12:30 / 13:30 - 16:00
Biblioteca Comunale dal Lunedì al Venerdì 9:00 - 12:30 / 13:30 - 15:30

Amministrazione

Sindaco
Tallia Giuseppe
Segretario
Marino Giuseppe
Assessori
Fantini Eusebio - Vicesindaco (Materie di competenza: Bilancio, Ambiente, Comunicazione, Personale),
Garrone Maurizio (Materie di competenza: Istruzione, Tematiche giovanili, Turismo),
Rosa Claudio (Materie di competenza: Sanità, Servizi Sociali),
Rastello Carlo (Materie di competenza: Cultura, Manifestazioni, Volontariato, Sport, Rapporti con i Cittadini),
Romanelli Giuseppe (Materie di competenza: Lavori pubblici)
Numero di abitanti del Comune (al 31.12.2004)
3965

Descrizione

Centro tra i più industriosi del Biellese, con le sue numerosissime imprese tessili, Valle Mosso è tutt'altro che ciminiere e fabbriche. Lungo le strade che conducono a questo Comune, se ne trovano sì moltissime, ma Valle Mosso sa anche offrire aspetti interessanti per il turista così come per l'appassionato. È insieme a Trivero il Comune più popolato della Valle; oltre ad un congruo numero di frazioni e borgate conta tre centri urbani di una certa rilevanza: Campore, Valle Mosso centro e Crocemosso.

Il Comune di Valle Mosso sorge all'interno della valle fluviale del torrente Strona. Confina con i Comuni di Mosso, Trivero, Strona, Valle San Nicolao, Bioglio, Vallanzengo, Pettinengo e Veglio. Sul suo territorio è nata l'industria tessile della zona ed oggi la maggior parte degli abitanti sono occupati nel settore industriale e nel suo indotto.

La vegetazione attorno all'abitato è rigogliosa ed invitante e numerosi sono gli itinerari percorribili dagli amanti delle passeggiate; oltre a scoprire il paese, si possono raggiungere Trivero, Mosso, Pray e, per i più allenati, la Panoramica Zegna le cui attrattive sono descritte nella scheda di Trivero.

Per chi ama lo shopping, poi, sono a disposizione gli spacci delle aziende tessili ubicate in paese o sulle direttrici stradali che vi conducono. È un'occasione importante per toccare con mano l'eccezionale qualità dei tessuti e degli abiti biellesi, che hanno conquistato gli stilisti e i consumatori di tutto il mondo con produzioni di altissima qualità.

Per chi voglia poi approfondire il passaggio dall'economia rurale a quella industriale, Valle Mosso offre numerose opportunità di osservazione agli studiosi.

Storia

Il ritrovamento di un gruppo di monete argentee risalenti al III secolo d.C. nei pressi di Campore, fa supporre la presenza di insediamenti romani. È tuttavia ormai assodata la presenza di popolazioni celtiche nella valle antecedenti l'insediamento romano.

Scarsissime notizie ci sono pervenute sulla situazione della valle nel corso del Medio Evo. Valle Mosso segue tuttavia le alterne vicende del vasto feudo di Mosso Santa Maria, possedimento dei vescovi di Vercelli dal X al XIV secolo.

Nel 1394 l'intero feudo, con annesso Masserano, venne ceduto ai Fieschi. Nel 1618 il territorio di Mosso si staccò da Masserano. Nel 1720 il territorio di Valle Mosso venne eretto a contea in favore di Giovanni Antonio Piccone. Nel 1742 Valle Mosso divenne Comune indipendente.

La storia di Valle Mosso è strettamente legata al suo sviluppo industriale: la prima attività industriale di cui si abbia notizia fu la cartiera di Gerolamo Berra, un benestante ricco di iniziativa che alla fine del '600 scelse il territorio di Valle Mosso per costruire la sua cartiera: ricco d'acqua pura, il territorio si presentava adatto allo scopo. Nel 1761 la cartiera verrà venduta al banchiere Giovanni Stroppano, il quale, nel 1765 la cederà a Benedetto Moglio e a Pietro Paolo Serralunga.

A cavallo tra '800 e '900 il Comune di Valle Mosso ebbe una vertenza territoriale con il Comune di Pistolesa, oggi compreso in quello di Mosso, riguardante la zona di Rovella Cain, nei pressi dell'oratorio di San Rocco. I confini stabiliti all'epoca alla soluzione della vertenza sono quelli che tuttora separano Valle Mosso da Veglio e da Mosso. Crocemosso restò autonomo fino al 1929, anno in cui venne soppresso e aggregato al Comune di Valle Mosso.

Nel 1816 l'edificio della cartiera viene venduto ai fratelli Piero e Giovanni Sella e da loro trasformato nella prima fabbrica tessile meccanizzata in Italia. Comincia da qui la storia tessile di Valle Mosso, destinato a diventare un punto di riferimento obbligato per tutto il biellese.

L'alluvione del 1968 rappresenta invece l'avvenimento conclusivo della storia tragica del Comune di Valle Mosso: nel 1615 l'intera valle fu oggetto di una serie ripetuta di catastrofi naturali, nel 1857 il biellese occidentale e la Valle Strona sono devastati da un'alluvione. Il 2 e il 3 novembre 1968 la piena dello Strona, le frane e gli smottamenti provocano più di cinquanta vittime e danni per parecchi miliardi di lire.

Arte

  • La Chiesa Parrocchiale è dedicata al patrono Sant'Eusebio. Iniziata nella prima metà del XVII secolo, venne completata in tappe successive. Il campanile è un rifacimento del XVIII secolo.
  • La Chiesa Parrocchiale di Crocemosso, dedicata ai S.S. Antonio e Bernardo, fu costruita nel XVIII "populi oblationibus". L'ultimo restauro è recente: in questi ultimi anni è stato infatti realizzato il dipinto sulla facciata. Il campanile è alto più di cinquanta metri, ma a causa di un cedimento del terreno, pende verso nord-ovest per 95 cm.
  • La Chiesa Parrocchiale di Campore-Falcero, dedicata al Cuore Immacolato di Maria, risale agli anni '50 del XX secolo.
  • L'oratorio di San Rocco risale al XVII secolo: nell'interno si trova un'icona secentesca con cornice in legno.
  • L'oratorio di San Pietro conserva ancora oggi l'aspetto tipicamente secentesco: vanta un altare in massoneria ed una antica icona.
  • L'oratorio dell'Immacolata venne realizzato alla fine del '500: vanta un altare in massoneria ed un piccolo campanile.
  • L'oratorio della Madonna d'Oropa risale alla fine del XVIII secolo: all'interno si trova una riproduzione della statua della Madonna d'Oropa.

Notizie attuali

Sono notevoli le opportunità per acquisti negli spacci delle aziende tessili presenti sul territorio.