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Frazione Tabbia, 1
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Ci sono luoghi che hanno un pregio tanto raro quanto prezioso: la semplicità. Angoli in cui il tempo trascorre lento, regalando attimi di pace e quiete interiore, dove tutto intorno congiura per dimenticarsi gli affanni della vita. Il comune di Vallanzengo è uno di questi posti. Immerso in quel verde che solo il Biellese più bello sa dare.
Il territorio con 424,5 ha. si sviluppa nel margine più meridionale della Comunità Montana, ha caratteristiche prevalentemente mosse ed è occupato dalla nuova forestazione succeduta alle coltivazioni abbandonate. Un'importante parte del territorio comunale si trova all'interno della Val Sessera con gli alpeggi Scheggiola, Massaro e Moncerchio in cui si collocano tre degli impianti sciistici di Bielmonte. Confina a est e a nord con il comune di Valle San Nicolao, a ovest con il rio Bertolina e a sud con il comune di Quaregna. La sua altitudine va dai 420 ai 1500 mt.
Vallanzengo conta poco più di duecentocinquanta anime distribuite in sei frazioni : Maglione, Crosa, Foglia, Artiglia, Ceria, Trabbia.
Vi si accede da Valle San Nicolao o da Vallemosso con due comode strade immerse nella vegetazione. Qui l'uomo ha saputo intervenire con intelligenza sull'ambiente naturale. I boschi di castagni, querce, acacie costituiscono mete per passeggiate gradevoli in tutte le stagioni. Tra la fauna si contano specie di animali quali caprioli, tassi, volpi, donnole, faine e ultimamente cinghiali.
Un tale patrimonio naturale sta evolvendo nella considerazione anche economica della zona, che come il resto del Biellese vive ancora prettamente dell'industria tessile. A Vallanzengo come in altri paesi attorno stanno infatti sorgendo aziende agrituristiche nelle quali si possono gustare piatti caratteristici della zona montana e dove si sta cercando di valorizzare prodotti tipici.
Il nome deriva probabilmente dal personale romano Valentius; una delle prime attestazioni medioevale riporta la forma Valanzengus.
Anticamente il suo territorio era legato a quello di Bioglio. In possesso dei Vescovi di Vercelli, nel secolo XI, passò poi agli Avogadro di Quaregna che nel 1404 fecero atto di sottomissione a casa Savoia.
Con l'edito di Carlo Emanuele del 1621, il paese ottenne la propria indipendenza, staccandosi da Bioglio, almeno fino a quando nel 1722 Giuseppe Amedeo Pascalis non ne riceveva l'investitura con titolo di Conte; a lui nel 1796, succedette un nipote del casato, Carlo Giuseppe Tonso. Vi furono aspre controversie per la divisione dei terreni alpestri di Bioglio, importanti per il pascolo, in seguito alle quali Vallanzengo ottenne un vasto territorio, che attualmente si estende da Bocchetto Sessera a Trivero, con alpi ricche di buoni pascoli per il bestiame bovino e che comprende il Monte Marca (1559 m.), il monte Massaro (1491 m.) e la cima Balmetta, il torrente Sessera alla confluenza con il torrente Dolca.
Fra le famiglie di antica origine, quella dei Foglia ebbe nei secoli passati insigni ecclesiastici tra i quali va annoverato un abate che fu, nel XVII secolo confessore presso la corte di Spagna.
L'istituzione a parrocchia risale al 1610, anno in cui il comune si staccò da Quaregna. Nel 1892 Don Tomati fondò l'asilo infantile rimasto aperto fino al 1985 e poi chiuso per il numero ridotto dei bambini.
La chiesa parrocchiale di SS. Orso e Brigida, patroni di Vallanzengo, fu costruita nel XVIII secolo: sulla facciata una pietra incisa reca la data 1718. All'interno si trova un pregevole crocifisso in legno del '600, una tela settecentesca raffigurante la presentazione di Gesù bambino al Tempio e una balaustra in marmi policromi di pregevolissima fattura proveniente da un'altra chiesa, chiusa ai tempi di Napoleone.
Oltre a nuclei di case antiche tradizionali elegantemente decorate con serie di archi, esistono nel comune a Maglione la chiesa parrocchiale; a Trebbia una chiesa privata. In località La Colma, raggiungibile da Foglia e Artiglia attraverso sentieri panoramici dove la vista spazia fino al Monviso, al Bric di Zumaglia e alla cupola di San Gaudenzio (Novara), vi è l'oratorio di San Grato, una piccola costruzione seicentesca, dedicato alla Madonna del Carmine.
Le cascine esistenti sul territorio si prestano ad essere riutilizzate come seconde case ed è perciò rilevante il numero delle ristrutturazioni effettuate prevalentemente da cittadini lombardi.
Il Comune possiede 3 alpeggi al di sotto della strada Panoramica Zegna, affittati durante il periodo estivo a margari che producono squisiti formaggi.
Un unico negozio di generi alimentari fornisce anche i giornali. Il bar è Circolo M.C.L. ed in località Moncerchio di Bielmonte si trova un agriturismo, usato prevalentemente nel periodo estivo, con produzione di formaggi tipici.
Sulle piste sciistiche di Bielmonte si trova un bar ad uso degli sciatori.
La prima domenica di febbraio si celebra la festa patronale dei SS. Orso e Brigida.