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Frazione Ronco, 1
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È il gioiello della valle: il Comune di Trivero è una terrazza straordinaria sulla provincia laniera, ma è anche un centro importantissimo per l'industria (vi si trova la sede del Lanificio Ermenegildo Zegna), per l'ambiente (con l'Oasi Zegna) per lo sport, la cultura, la religione e per il turismo.
Il territorio di Trivero, di 29,88 kmq, è caratterizzato da due distinti aspetti ambientali: a Nord vi è la parte montana, posta nella ancòra selvaggia Alta Valle Sessera, dove prevale la presenza di boschi, alpeggi e pascoli che favorirono in passato la pastorizia e dove nacque la principale attività dei Triveresi: la lavorazione della lana; a Sud un'area urbanizzata con ben 39 frazioni.
La popolazione di Trivero è attestata intorno ai 7000 abitanti.
È importante sottolineare l'importanza della famiglia Zegna per Trivero, dove ha sede l'omonimo complesso industriale nato nel 1919. Imprenditore illuminato, il Conte Zegna di Monterubello e i suoi discendenti oltre a creare un'azienda famosa in tutto il mondo per i suoi tessuti pregiati, negli anni hanno stimolato una sinergia positiva in tutti i campi con la collaborazione degli enti e delle associazioni locali.
Agli Zegna si deve l'articolazione, la pianificazione e la realizzazione di una serie di infrastrutture per l'intrattenimento, l'assistenza ed il commercio: la creazione di una "città nuova" inserita nel verde e dotata di tutte le attrezzature: scuole, ospedale, palestre, piscine, residenze, centro commerciale, parchi. Un elenco di opere sterminato: l'ultimo arrivo, in ordine di tempo, è la scuola nazionale di mountain bike e l'attivazione di tre percorsi specifici per questo sport.
Particolare riferimento per l'Oasi Zegna, parco naturale ricco di flora e fauna: un progetto finalizzato alla valorizzazione del territorio a alla promozione del dialogo tra uomo e natura. Si estende da Trivero alla Valle del Cervo, a nord di Biella, lungo i primi 14 km della strada Panoramica Zegna, da cui si godono scorci paesaggistici straordinari, che porta alla stazione sciistica di Bielmonte. Sono stati segnalati e ripristinati 27 sentieri, predisposte tavole panoramiche orientative, aree per il picnic, indicati e valorizzati i più importanti aspetti ambientali e culturali del paesaggio naturale ed antropico attraversato.
Ma Trivero non è solo Zegna. Significa anche natura, qui siamo alle pendici delle Alpi e la ricezione alberghiera è cresciuta per accogliere il turismo invernale e estivo; significa culto, con il santuario della Brughiera, sorto nel XVI secolo dopo un'apparizione della Madonna, e il santuario di San Bernardo, che si ricollega alla crociata vittoriosa sulla banda eretica di Frà Dolcino, che su questi monti imperversò nel 1300. Significa storia, sia recente, relativa allo sviluppo industriale, sia quella antica, che può spaziare dalla dominazione dei Visconti alle vicissitudini dell'eresia dolciniana.
Trivero vanta una storia molto antica, collocato a cavallo di tre corsi d'acqua: Sessera, Ponzone e Strona, donde Tervè, composto dall'arcaico ava (acqua) divenuto altrove aiva, eiva, èva.
A riprova della stretta dipendenza nel corso della storia con la città di Biella, della quale seguì l'alterno destino, Trivero era detto, nei documenti del X secolo, "Triverium Bugellensium". Nella frazione di Castello esisteva appunto un castello dal quale i Signori del tempo vessavano i Triveresi. Nel 999 l'imperatore Ottone III conferma la donazione a Leone, vescovo di Vercelli, insieme ad altre, delle acque di Treverenem. In seguito, con l'arrivo dei Savoia, riconoscenti per gli aiuti in uomini, danaro e stoffe ricevuti durante la conquista del Piemonte, elessero Biella a provincia, e Trivero venne annessa.
Le vicende storiche portarono Trivero all'occupazione francese nel periodo Napoleonico e, dopo la Restaurazione, al dominio dei Savoia fino alla loro caduta ed all'avvento della Repubblica.
Esiste nel municipio un archivio storico ben documentato ed una biblioteca a Guala.
La storia di Trivero è legata anche al nome di Fra Dolcino, capo della setta degli Apostolici, che trascorse l'inverno del 1306 sul Monte Rubello, prima della definitiva battaglia che portò alla sua cattura. Imprigionato a Vercelli, fu arso vivo a Biella il primo giugno 1307. Dopo la sua morte, gli abitanti di Trivero e dei paesi vicini, molestati dalle scorrerie dei dolciniani, per mantenere il voto fatto costruirono sulla cima del monte una prima piccola cappella, per tradizione costruita in appena 50 ore. All'inizio del XVIII secolo, vennero abbattuti i muri divisori tra la cappella originaria e quella addossata a questa per ospitare i pellegrini, ricavandone una sola chiesa di maggiori dimensioni. Questo edificio venne demolito nel 1837 e al suo posto venne costruito l'attuale santuario di San Bernardo.
Un altro santuario, sito nella parte occidentale del territorio comunale, ai confini con Mosso Santa Maria, è quello della Brughiera la cui leggendaria nascita è dovuta all'apparizione della Madonna ad una giovane pastorella che muta riacquistò miracolosamente la parola. Il primo impianto risale al XVI secolo con rimaneggiamenti del XVII. Nata sui confini dei Comuni e delle parrocchie di Mosso e di Trivero portò a continue risse tra la due popolazione che ne richiedevano la proprietà; nel 1643 il Santuario viene affidato dal comune di Trivero alla parrocchia di Bulliana ponendo fine ai litigi. Da ciò la decisione di dare il via alla costruzione della seconda chiesa, quella grande, che con l'altra forma il complesso del santuario. Di particolare valore sono il pulpito a pannelli intagliati fatto da scultori valsesiani nel 1679, la Natività del pittore Giovanni G. Barberio di Crema, i dipinti della navata centrale e del pulpito dell'inizio del '700 ad opera di Pietro Lace di Adorno, raffiguranti episodi della vita della Madonna, ed i dipinti della cappella ad opera del pittore Avondo di Varallo nel 1820.
La chiesa parrocchiale di Trivero ha al suo interno una Via crucis lignea di Pietro Antonio Serpentiero di saggiano e due tavole del 1546 raffiguranti la Vergine con i santi ed il martirio di Sant'Agata.
Altre chiese sono disseminate su tutto il territorio a Buliana, Botto, Barbero, Cereje, Ponzone, Matrice, Pramorisio.
Sono presenti ancora nuclei di case antiche disseminati su tutto il territorio, ma in particolare vi sono case tradizionali a Pratrivero, Trivero, Lora e Botto.
Nel territorio del comune di Trivero è sito l'antico Ponte di Babbiera a due arcate in pietra con schiena di mulo che consentiva l'attraversamento del torrente Sessera a greggi ed armenti diretti agli alpeggi dell'alta Val Sessera e della Valsesia. Si presume che sia molto antico per la tipologia di costruzione che potrebbe essere anche medievale.
La frazione di dimensioni maggiori è denominata Ponzone; il suo sviluppo maggiore si ha a partire dai primi decenni del 1900 grazie ad un forte sviluppo industriale che ha attirato molti immigrati non solo dai paesi limitrofi, ma anche dal Novarese, dal Vercellese e successivamente dal Veneto.
Da Barbato parte una storica mulattiera utilizzata per la transumanza che si collega attraverso l'Alta Val Sessera a Scopello in Val Sesia.
A Trivero operano alcuni dei produttori più prestigiosi, a livello mondiale, di tessuti lanieri pregiati quali gli Zegna, i Fila, i Loro Piana, i Tribaldo, gli Zignone, i Lesna, i Tonella, i Giletti, i Barberise, i Giardino e le fabbriche con gli annessi spacci, fanno ormai parte, oltre che della storia, anche del paesaggio.
Una realtà culturale e lavorativa di rilievo per il territorio è l'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione (IPSSAR) con sede in regione di Caulera.
Il comune dispone di un campo sportivo polivalente in località Ronco, inoltre sono presenti due campi sportivi di calcio, una piscina al coperto, un campo di bocce e a quattro palestre private. Tali strutture sono utilizzate anche dalle numerose società e associazioni che operano nelle varie discipline sportive e non solo (a Trivero sussistono 24 gruppi associazionistici).
Le strutture attualmente esistenti per l'ospitalità sono numerosi ristoranti ubicati oltre che in paese anche nelle frazioni Ponzone, Prativero, Oro, Brughiera, Stavello. Le strutture alberghiere si collocano due a Ponzone uno a Trivero e uno a Brughiera. In località Raviore è presente una struttura agrituristica. Numerosi sono i bar e gli esercizi commerciali presenti su tutto il territorio.