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Comune di Pettinengo

Via C. Bellia, 40
CAP 13843
Telefono 015/8445035
Fax 015/8445762

Uffici comunali

orario di apertura al pubblico
giorno orario
Lunedì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30 / 16:00 - 17:00
Martedì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30
Mercoledì8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30 / 16:00 - 17:00
Giovedì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30 / 16:00 - 19:00
Venerdì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30
Sabato 9:00 - 12:00

Ufficio tecnico

orario di apertura al pubblico
giorno orario
Lunedì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30
Martedì chiuso
Mercoledì16:00 - 19:00
Giovedì 8:30 - 9:30 / 11:00 - 12:30
Venerdì chiuso

Amministrazione

Sindaco
Amoruso Vincenzo
Segretario
Zambito Salvatore
Assessori
Menegon Mario (Vice Sindaco), Gallu Giuliano, Perino Barbara, Trivero Andrea
Numero di abitanti del Comune (al 31.12.2004)
1567

Descrizione

Un'antica leggenda legata a Pettinengo racconta che sul colle di Sant'Eurosia, molto vicino alle trincee costruite durante la guerra contro Frà Dolcino, abitasse uno spirito che parlava, atterrendo spesso chi passava in quei paraggi. Oggi forse chi passa di lì non riesce a sentire alcun mormorio spaventevole, ma la bellezza e l'interesse di Pettinengo non sono aspetti che rimangono inascoltati al turista sensibile.

Il Comune di Pettinengo ha una superficie di 1145 ettari, la sua collocazione geografica arrivando da Biella è all'ingresso della valle, l'attuale popolazione è intorno ai 1560 abitanti. Il centro del paese è situato al culmine della strada provinciale che sale da Biella e che di qui scende verso Pianezze e Valle Mosso ed è situato tra il Monte Turlo, Cima Sant'Eurosia e il Monte Rovella. Il territorio comunale confina con i comuni di Andorno, Selve Marcone, Callabiana, Camandona, Veglio, Mosso, Valle Mosso, Bioglio, Ternengo, Zumaglia e Biella.

Pettinengo riporta in alcuni suoi particolari ad una dimensione lontana. Come ad esempio la strada per la transumanza usata in epoca medioevale e che, digradando verso la pianura, fa tappa al Brich (il castello) di Zumaglia; quella che oggi è una passeggiata da gustare in mezzo all'accogliente frescura della vegetazione, un tempo era gravata dal pedaggio per potere passare il ponte Concleijs. E, con un po' di immaginazione, non è difficile immaginare nel lontano 1300 un'incursione della banda di eretici capeggiata da Frà Dolcino, in cerca di viveri.

Ombre del tempo che fu, ma Pettinengo le sa raccontare ancora bene ai gitanti che la visitano.

Storia

Fino dal Medioevo, Pettinengo ( probabile origine Pectnencum, Petinaneum), benchè fosse ancora frazione di Bioglio, aveva una certa importanza per il fatto di trovarsi lungo la strada che congiungeva il Basso Biellese alle Valli di Mosso e Trivero. Questa strada era gravata da un pedaggio ed era utilizzata anche dai pastori con le loro greggi durante la transumanza.

Il 24 dicembre 1621, con l'occasione dell'Editto di Carlo Emanuele, Pettinengo si costituì comune autonomo con autorizzazione del 5 aprile 1623.

Nel 1722, Pettinengo venne infeudato al vicario di Torino Giuseppe Maino, al quale successe nel 1735 l'avvocato Carlo Antonio Maino. Alla sua morte il feudo venne venduto (1784) all'avvocato Carlo Vincenzo De Genova che assunse il titolo di Conte.

In campo industriale, Pettinengo vanta il privilegio storico di aver dato origine all'industria della maglieria in Italia. Infatti venne qui introdotta da un certo Miniggio che l'avrebbe appresa in Francia durante una prigionia di guerra. Qui l'arte della maglieria era già diffusa sia come lavorazione a mano che con lavorazione meccanica. Questa lavorazione rudimentale attecchì bene, favorita anche dalla lana paesana e diede origine alla tradizionale industria dei "calzetti di Pettinengo" Con questo nome si intendono : berrette, mutande, calze, guanti a un dito, e farsetti. Sul territorio esistono quindi alcuni stabilimenti interessanti dal punto di vista di archeologia industriale riportati anche nell'"Atlante dei beni culturali e dei segni territoriali storici".

Arte

Artisticamente notevoli sono i numerosi oratori presenti sul territorio di Pettinengo. Si segnalano:

  • l'oratorio di San Francesco, risalente al XVI secolo ma ricostruito parzialmente nel XVIII secolo;
  • l'oratorio di San Rocco, degli inizi del XVII secolo;
  • l'oratorio di San Grato, del XVII secolo ricostruito nel 1725 e dotato dell'unico organo portatile ancora esistente nel biellese risalente all'inizio del XVIII secolo;
  • l'oratorio dei SS Fabiano e Sebastiano, del XVI secolo e riedificato nella seconda metà del XVIII secolo;
  • l'oratorio dei Santi Antonio e Bernardo in Borgata Piana, della metà del XVII secolo poi ricostruito nel XVIII secolo;
  • l'oratorio di Sant'Eurosia di Pettinengo, del XVI e probabilmente il più antico monumento del paese;
  • il caratteristico oratorio dell'Immacolata del 1732;
  • l'oratorio della Madonna della Neve o del Brago, edificato nel 1761.
  • nell'oratorio dei SS Antonio di Padova e Giuseppe, di metà XVII secolo, è conservata una pisside del XVI secolo: uno degli oggetti del genere più antichi del Biellese.
  • nell'oratorio della Santa Sindone (Casa Bellia), costruito nel 1712, vi sono i resti di un'ancona dipinta raffigurante la Santa Sindone.

Per quanto riguarda gli edifici religiosi si segnalano:

  • la Chiesa parrocchiale di San Bernardo a Vaglio, della metà del XVI secolo, con tabernacolo ligneo e candelieri opera del De Fabianis di Zumaglia, a cui è stato aggiunto un portico nel 1825.
  • La Chiesa parrocchiale di San Giacomo il Maggiore e Santo Stefano a Pettinengo, rifacimento dei secoli XVII - XVIII di una chiesa del XIII secolo; ha un porticato del 1701 ornato da dipinti di scuola valsesiana ed è stata ampliata nel XIX secolo. Questa risulta essere una delle chiese della diocesi maggiormente dotata di arredi, paramenti e argenterie: in essa infatti troviamo un fonte battesimale in pietra del 1559, statue in legno dipinto del XVII e XVIII secolo, statue in legno dorato dei fratelli Aureggio raffiguranti gli Evangelisti Marco, Luca e Matteo, bassorilievi di P.G. Aureggio raffiguranti i martiri di San Giacomo e Santo Stefano, un pulpito sempre di P.G. Aureggio, argenterie e paramenti vari, numerosi reliquiari e tele e tavole di scuola vercellese risalenti ai secoli XVI - XVII.
  • in borgata Livera è presente la chiesa settecentesca di San Rocco, con facciata del Chiorino risalente al 1911 con portico del 1739. L'altare maggiore di questa chiesa, in marmo, uscì dalle mani di Antonio Colombara di Livornetto; il fascino di questo piccolo edificio religioso si accresce ascoltando la musica che si sprigiona dall'organo del 1847, un gioiello a 25 canne interne e di facciata, estremamente preziose perché in lega di piombo.

Infine sono da segnalare alcune architetture tipiche quali:

  • Casa Caucino, di età barocca (XVIII secolo) con affresco murale della Madonna;
  • Casa Miniggio, con affresco murale raffigurante la Madonna, Sant'Agostino e San Giuseppe;
  • Casa Gatta, che presenta un interessante sottopassaggio acciottolato di pietre e cotto con colonna portante in pietra viva;
  • Cà 'D Titoni, architettura popolare locale del XVIII secolo e infine Caminà, una tipica costruzione locale per l'essiccazione delle castagne.

Notizie attuali

Con il notevole materiale della fotografa Clementina Corti il comune organizza interessanti mostre temporanee.

Nella biblioteca comunale vi è una discreta raccolta di testi riguardanti il cinema e il teatro.

È nata da non molto una scuola di ricamo denominata "Piccola Fata e laboratorio scapin"; scapin sono le scarpe di pezza che una volta venivano prodotte in paese.

Il Comune è proprietario di due baite dotate di tutti i servizi (meno la luce): una all'Alpe Fornei e l'altra all'Alpe la Peccia entrambe punti tappa del caratteristico percorso di Fra Dolcino.