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Frazione Fusero, 3
CAP 13821
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| Tutti i giorni | 09:00 - 11:30 |
Callabiana è il rigoglio della natura, dei narcisi quando la primavera torna col suo impeto vitale a rianimare gli alberi e i prati, è l'agile movimento di un capriolo che fugge spaventato tra i grandi castagni, i faggi imponenti e le betulle ombrose.
Il Comune è costituito da una porzione di territorio limitata ad ovest dallo spartiacque del monte Casto (mt. 1138), a sud dal colle Marcone (mt. 8509) e dal rio Tamarone, a est dal torrente Strona, dal rio Bargusa e che si spinge a nord, attraverso il monte Cavaglione (m. 1294) fino al crinale del monte Cerchio (mt. 1622) per discendere giù alla Piana del Ponte a confinare con il torrente Sessera; esso comprende 402 ettari.
La sua altitudine va dai 567 metri della frazione Pianezze agli 889 della frazione Trabbia. Il centro è a mt. 704. Gli alpeggi arrivano fino ai mt. 1559 del monte Marca.
Il territorio è attraversato da ovest ad est dal rio Soccasa, che nasce dalle pendici del monte Casto e si getta nello Strona; da nord a sud dal torrente Strona, che nasce dal Monticchio sotto il Bocchetto Sessera, e dopo aver formato il laghetto artificiale, segna per un buon tratto il confine tra Callabiana e Camandona e si getta nel Cervo. A sud il torrente Tamarone che nasce in regione Porcaria segna, per un breve tratto, il confine con Pettinengo.
Nel territorio del Comune è presente un'isola amministrativa denominata della Malogna che è di proprietà della Regione Piemonte e confina con la Valle d'Aosta (Gressoney).
Oggi Callabiana conta circa 145 abitanti residenti e una rilevante presenza di seconde case che portano una presenza durante il periodo estivo di circa 700 persone: il flusso dei fruitori delle seconde case proviene prevalentemente da Torino, Biella, Aosta, Milano e Varese.
Un tempo questo piccolo centro abbarbicato sulle colline, raggiungibile da Adorno e da Pettinengo, viveva grazie alle sue bellezze naturali con la pastorizia e i frutti del castagno ed è stato uno dei protagonisti dello sviluppo industriale del Biellese. La filatura della canapa ne è l'embrione e ben presto le frazioni del paese presero il nome dall'attività artigianale : a Pettini si fabbricavano gli arnesi per pettinare la canapa; a Fusero i fusi per la filatura a mano; a Cordaro le corde mentre alla Fornace cuocevano i mattoni.
Col tempo gli abitanti del paese divennero falegnami, calzolai, decoratori, muratori e girarono il mondo. Il più famoso di essi è l'ingegner Pietro Gibello-Socco, che alla fine del secolo scorso accumulò un'immensa fortuna in Russia con la costruzione della ferrovia della Siberia meridionale; dopo la rivoluzione bolscevica si ritirò in Manciuria in una splendida magione e morì a Shangai nel 1943, conosciuto come "il nababbo biellese".
Callabiana possiede numerose bellezze artistiche, la scoperta delle quali è più bella percorrendo le mulattiere antiche e gustando il miele che qui viene prodotto.
Nulla si sa della sua origine: non si trovano documenti che esplicitamente ne parlino. Non è difficile però ricostruirla basandosi su fatti concomitanti e su circostanze di documenti posteriori.
Probabilmente prima del 1300 di Callabiana non esisteva che il territorio con qualche capanna o baita che serviva da rifugio ai pastori e agli armenti. Nei documenti dell'archivio storico di Andorno sono stati trovati i cognomi Raua (Rava) e Stelio proprii di Callabiana già fin dall'anno 1298. Per la sua posizione ai piedi della montagna e per il suo territorio ricco di sorgenti e attraversato da una fitta rete di ruscelli, Callabiana dovette costituire fin da quei tempi lontani una attrattiva per i pastori, che venivano dal basso, per i buoni pascoli che ivi trovavano.
Col tempo e col crescere del numero di pastori, dovendo questi spingersi più in alto e molto lontano dalla base per trovare pascoli, Callabiana dovette fungere da stazione intermedia tra gli "alpi" e i mercati di Andorno, Biella, Cossato per lo scambio del burro, del formaggio, della lana, con altri generi di prima necessità.
Sviluppandosi sempre più l'agricoltura al piano, i pascoli vennero spinti al monte e, questa gente, prima nomade, trovò conveniente stabilirsi in quegli abituri portandovi la famiglia. Sorgono così le prime costruzioni stabili e le prime frazioni che prendono la denominazione del cognome degli abitanti: Ca' de' Corte, Ca' de' Trabbia, ecc... Siamo verso la metà del 1400.
Questa presumibilmente fu l'origine di Callabiana quale paese o meglio quale Cantone di Andorno a cui fu unita religiosamente fino al 1533 e civilmente fino al 1699. La storia dei primi tempi è quindi legata ad Andorno e Valle e prima del 1562 a quella di Biella. Infatti le patenti di separazione di Andorno e Valle da Biella, patenti concesse dalla Camera Ducale, portano la data del 4 febbraio 1562; quelle di separazione di Callabiana da Andorno hanno la data del 20 maggio 1700.
Nei primi mesi dell'anno 1553 i capi famiglia del paese si radunarono e stesero un verbale da presentare al Vescovo di Vercelli nel quale chiedevano il diritto al fonte battesimale e quello al cimitero obbligandosi di "prouedere la cibaria (al sacerdote) e curare lodeuolmente la chiesa".
Il vescovo di Vercelli costituiva la Parrocchia sotto il titolo della "Madonna degli Angioli" staccando così religiosamente la comunità di Callabiana da Andorno. Era il 3 agosto 1533.
A Callabiana c'è una rilevante presenza di caratteristici lavatoi, molti tuttora attivi, per i quali l'Amministrazione Comunale intende operare al fine di valorizzarli in ambito turistico.
Numerosi ed interessanti sono gli oratori presenti:
È opportuno ricordare un oratorio che non c'è più: sorgeva a Ribatto e la data della sua erezione è tra il 1664 e il 1675; era lungo "uno trabuco e uno piede" (m. 3,60 circa) e largo altrettanto, dedicato a San Grato.
È rilevante l'attività svolta dalla Pro Loco che è dotata di due strutture, invernale ed estiva, e collabora nello svolgimento dell'attività dell'amministrazione comunale anche finanziando, attraverso i proventi derivanti dalle manifestazioni che organizza, opere di pubblico interesse.
I generi alimentari sono garantiti dalla presenza di un solo negozio, aperto dalle 9.00 alle 11.00.
Le manifestazioni di maggior rilievo sono: