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Gli sposi del Biellese se lo contendono in tutte le stagioni, perché sposarsi al Santuario di Banchette dà sempre un'emozione speciale, sia per il peso della storia che porta sulla sua struttura, sia per l'incanto estetico che riesce sempre a donare a un momento così importante come il matrimonio.
Ma tutto il paese di cui Banchette fa parte, Broglio, custodisce la bellezza che deriva dalle cose semplici, dalla tranquillità, dalla natura. Nella serena zona collinare, questo piccolo centro è riconoscibile, da alcune delle strade che percorrono le valli Biellesi, dalla statua di Cristo con le braccia aperte che domina la casa di riposo.
Il comune di Bioglio, con una superficie di 1880 ha di cui ben 1173 a boschi, è collocato nella parte meridionale del territorio della Comunità Montana.
La sua popolazione è attestata tra le 1000 e le 1100 unità.
Bioglio è raggiungibile da Pettinengo, Valdengo e Valle San Nicolao e sono molti i villeggianti di città che nei mesi estivi lo eleggono a residenza prediletta per riposare il corpo e la mente.
Il primo documento che riporta il nome di Bioglio risale al 963, nel quale l'imperatore Ottone I donava Bioglio al Conte Aimone di Vercelli e Cavaglià.
In epoca medievale Bioglio fece parte del Comitato di Vercelli e nell'XI secolo passò sotto il dominio dei vescovi vercellesi che lo diedero in feudo, parte al Bulgaro, parte al Biandrate, col titolo di Singnori. Nel XIV secolo passò in mano agli Avogadro che, successivamente, fecero atto di sottomissione a casa Savoia. Fra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo scoppiarono tra Avogadro e Savoia parecchi dissidi circa il possesso di Bioglio, dissidi che tacquero solo quando il Conte di Savoia inviò contro gli Avogadro il Capitano Generale di Piemonte Enrico Colombier di Vufflens, il quale riuscì a portare a più miti consigli gli Avogrado. Bioglio venne allora, per volere sabaudo, incorporato nel feudo di Mosso e dato in beneficio ad Augusto Manfredo Scaglia, Conte di Verrua, col titolo di Marchese (1618).
Nel 1621, poiché il territorio di Bioglio, comprendente Pettinengo, Piatto, Vallanzengo, Valle San Nicolao, Camandona, Santa Maria, era troppo vasto e difficile da controllare, il Duca Carlo Emanuele I di Savoia pubblicò un editto con cui il feudo veniva smembrato in piccoli comuni lasciando a Bioglio solo Santa Maria. Il nuovo feudo di Bioglio venne dato nel 1722 all'intendente generale della artiglieria Vittorio Amedeo Riccardini; alla morte di questi venne acquistato da Vittorio Biga.
Nel 1799 venne eretto l'albero della libertà.
Dal punto di vista artistico si segnala l'importante Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Assunta, ricostruita dopo il 1600 la cui facciata, con un portico a tre arcate, venne ristrutturata nel 1933 assumendo l'odierno aspetto. Conserva al suo interno un pregevole pulpito ligneo scolpito del XVII secolo, alcuni confessionali ed un mobile della sacrestia del XVII secolo, l'altare maggiore in marmi policromi e due organi di enorme pregio; recentemente è stato realizzato il nuovo fonte battesimale. Il campanile crollato nel 1600 venne ricostruito poco dopo e nel 1848 venne completato con l'attuale cuspide ottagonale.
Immerso nel verde, il Santuario di Banchette, che la tradizione vuole sia stato eretto nel luogo in cui, anticamente, v'era un pilone dedicato alla madonna; la folla, avendo scagliato dei sassi, avrebbe colpito la Madonna sul capo (da qui Madonna del Bull) e, a riparo del gesto sacrilego venne eretto l'attuale Santuario. I primi anni del secolo non furono facili, e a sollevare le sorti del santuario furono i padri barnabiti che lo caratterizzarono per recettività di gruppi giovanili e colonie estive. L'edificio è il prodotto di una serie di restauri operati sull'impianto cinquecentesco di cui restano la facciata e parte delle navate laterali. Durante la peste del 1630 la chiesa servì da lazzaretto. Come già accennato si caratterizza quale meta privilegiata per matrimoni anche grazie all'invidiabile posizione immersa nel verde ai piedi del monte Rovella.
Vi è inoltre, risalente al XV secolo, ed in frazione Missola, l'Oratorio della Madonna della Neve, di origine seicentesca.
Immersa nel parco botanico ai piedi del Monte Rovella si trova la villa Sella, detta poi "palazzina Balduino" dal nome dell'armatore ligure che la rilevò: tale villa, dopo aver ospitato il vecchio sanatorio per la cura della tubercolosi, recentemente è stata trasformata in Residenza Speciale per Anziani.
Numerosi sono gli oratori disseminati nelle varie frazioni:
Sul territorio comunale sono presenti inoltre: la Clinica Maglioli sita nell'omonima frazione, fu prestigiosa sede educativa operante fino agli anni '50, in seguito divenne, provvisoriamente sede comunale dopo i tragici avvenimenti dell'alluvione del 1976; la Villa Florio divenuta poi "Maglioli" sita in frazione di Torchio; Villa Maglioli situata nel cuore del paese, eretta negli anni '30 famosa per le vigne di "Oretto"; l'ex Asilo Florio fondato nel 1870 dal Cav. Ignazio Florio e gestito dalle suore Rosminiane fino agli anni '80 e attualmente sede delle numerose associazioni che operano sul territorio.
Nel Comune sono presenti alcune strutture sportive tra cui una palestra, campi da calcio, campi per le bocce, un parco giochi e un oratorio. I servizi sul territorio sono un ambulatorio medico e dentistico, una farmacia, i carabinieri, una banca, la scuola elementare e la scuola materna. I servizi commerciali sono assicurati da 4 esercizi, un bar ed un ristorante.